Il Tour de France si terrà solo col pubblico, perché questo è il ciclismo

La ministro dello sport francese Roxana Maracineanu ha precisato che il Tour de France 2020 si svolgerà solamente con il pubblico.

“Chi, scalando una vetta, ti saluta, anche se ti ha visto per la prima volta, ti incita, ti dice che “è finita”, di non mollare. Questo è il ciclismo, per me”. Parole di colui che, per molti, è stato il migliore di tutti. Marco Pantani definiva così il ciclismo, sintetizzando al meglio tutte le emozioni provate nel passare, cavalcando la sua bicicletta, tra ali di folla festante e motivante.

Sembra essere dello stesso avviso anche la ministro dello sport francese Roxana Maracineanu, la quale ha fornito una precisazione sullo svolgimento del prossimo Tour de France: “Perché si possa correre il Tour de France servono un certo numero di condizioni che ora non ci sono. Al momento il distanziamento sociale va imposto anche ai corridori”.

Il ciclismo è per il pubblico

“Dovremo essere pazienti, andare avanti con attenzione e non fare piani eccessivamente ambiziosi. Se a settembre – prosegue la politica ed ex campionessale cose andranno ancora meglio, tutti gli eventi del calendario, come il Tour de France, Roland Garros, o altri eventi importanti, potrebbero essere tenuti. Questi due eventi richiedono spettatori: per il botteghino al Roland Garros, per la gioia e l’eccitazione al Tour de France. Si terranno solo se c’è l’autorizzazione per il pubblico di essere lì. Non si terranno a porte chiuse”.

Insomma, il ciclismo lotta per rimanere sé stesso nonostante la minaccia dell’emergenza sanitaria. Non si nasconde, non evita i problemi, non suggestiona, ma fatica per la sua rinascita con ciò che, da sempre, lo contraddistingue: l’affetto del pubblico a due passi dai campioni. Perché – come diceva Pantani – questo è il ciclismo.

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