“Si riparte, Fabio c’è e ripartiremo”: quale sarà il futuro di Aru?

Il futuro di Aru è, nonostante le ultime negative stagioni, ancora costellato da speranze positive.

Fabio Aru, ciclista sardo classe 1990 [foto @TourColumbiaUCI]

Il futuro di Aru è, nonostante le ultime negative stagioni, ancora costellato da speranze positive. Il classe 1990, infatti, resta una delle punte del ciclismo italiano, come ricordato dal CT azzurro Davide Cassani a sport-lab.it nel maggio scorso: “Speriamo di ritrovare Fabio Aru, anche perché uno non diventa brocco da un giorno all’altro dopo aver vinto una Vuelta e conquistato due podi al Giro”.

Se l’inizio di carriera prefigurava un futuro roseo, la realtà ha detto altro. Il sardo non è più riuscito ad essere protagonista in positivo sulle strade dei Grandi Giri, ma anzi: è stato spesso e volentieri al centro di polemiche anche poco rispettose. “Avevo bisogno – ha spiegato Aru di staccare un attimo, passare del tempo in famiglia e rientrare anche in SardegnaHo ricevuto una marea di messaggi, di tifosi ma anche di giornalisti a cui non ho risposto: avevo bisogno di passare del tempo in famiglia e staccare dopo gli ultimi periodi.  La famiglia e gli amici mi sono stati vicino in questo momento”. 

Il periodo no

Non è stato facile e non lo sarà. Aru, però, vive la vita come il ciclismo: con passione e voglia di non mollare mai, senza staccarsi dai suoi obiettivi prima di aver dato tutto per raggiungerli. “Ho scoperto – ha svelato il Cavaliere dei Quattro Mori – i miei problemi dopo un anno e mezzo, ho fatto un’operazione poi un’atleta vuole sempre tornare il prima possibile e le squadre che puntano su di te spingono per rientrare, sono tornato e il rientro non è stato dei più semplici. In Colombia mi sentivo bene, ero proprio contento di correre in bici e visitare un posto nuovo: dopo c’è stato un lockdown, un periodo duro per tutti, anche il ciclismo ne ha risentito. 

Non posso dare la colpa solo da una parte, le colpe sono anche mie: ho imparato in quest’ultimo anno a concentrarmi sui miei errori, penso solo ai miei sbagli. Le critiche? Mi fa male quando non si parla dei miei problemi fisici, non se ne parla. Non si parla mai di quanto Fabio Aru sia un professionista, le critiche ci stanno ma spesso se ne dimentica di questo. Il ritiro al Tour? Ho ricevuto degli attacchi senza che la gente sapesse cos’era successo, senza sapere il perché“.

Il futuro di Aru: le ipotesi

Non serve strappare le pagine della vita, basta saper voltar pagina e ricominciare.

Jim Morrison

Fabio Aru c’è e ha voglia di ripartire. Sì, ma dove? Sembrerebbe già naufragate le ipotesi della Alpecin-Fenix di Mathieu van der Poel con un possibile ritorno parziale al ciclocross, della Trek-Segafredo di Vincenzo Nibali e dell’interessamento della Eolo-Kometa di Alberto Contador e Ivan Basso. All’orizzonte potrebbe profilarsi un futuro russo con la Gazprom-Rusvelo, compagine professional che – chissà – potrebbe garantirgli ruoli importanti in una grande corsa a tappe e – chissà – la conferma delle belle promesse di inizio carriera.

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