Giù le mani dall’MMA

Nessuno tocchi le arti marziali

Foto da Pixabay

Ora che il fuoco di Colleferro si sta affievolendo è il momento di necessarie puntualizzazioni. Ovviamente tutti noi ci uniamo al cordoglio per la scomparsa di Willy Monteiro Duarte. I fatti sono noti a tutti, ma è giusto spiegarli. Nel tentativo di sedare una rissa il ragazzo ha perso la vita, presumibilmente malmenato da quattro assalitori. Eppure, a livello sportivo, il focus è un altro: la colpa sarebbe dell’MMA.

La tanto temuta MMA, l’acronimo di “mixed martial arts”, il miscuglio di sport di combattimento e di arti marziali come il muay thai e il judo. Tutto dentro l’alveo di regole prefissate, stili e regolamenti rigidi in ambito applicativo. Una delle prime regole dell’MMA, ma così come in tutti le arti marziali, è il non usare la violenza al di fuori delle regole dell’MMA.

Una sorta di prima regola del “Fight Club”, ma molto più incisiva. Se usi la violenza fuori dal settore non sei meritevole di rispetto. Chi pratica e chi insegna l’MMA fonda ogni sua lezione su questo, sul rispetto dell’avversario e sulla liceità dei colpi. Non su altro, figuriamoci sulla violenza.

Chi imputa la morte di Willy all’MMA non solo è in errore, ma probabilmente non ha mai assistito agli allenamenti. Così come chi imputa la morte del ragazzo al razzismo. Qui c’entra poco o niente, qui si parla di sottocultura. Vivere in un luogo senza opportunità crea inevitabilmente momenti vuoti, serate da riempire, nessun evento ricreativo da seguire.

Inevitabile, per ragazzi cresciuti sulla strada, cercare di passare il tempo in qualche modo, in questo caso nel modo sbagliato. Spacciando, picchiando o facendo altro. In questi contesti dimenticati giocano un ruolo fondamentale la famiglia e la scuola.

La famiglia, in primis, dovrebbe essere presente nella crescita sportiva del figlio, insegnandogli sin dal principio i valori dello sport che pratica. Poi, per mio umile parere, dovrebbe affidargli uno strumento. Mentre la scuola, più che il ripassone su Giacomo Leopardi, dovrebbe favorire una socializzazione razionale.

Così si sconfigge una sottocultura avariata, creando opportunità. L’MMA è una di queste. Willy Monteiro Duarte non è morto per le arti marziali miste. Giù le mani dall’MMA.

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