Gli stadi spezzano la linea di governo tra Conte e Spadafora

La gestione degli impianti sportivi, tra apertura ai tifosi e chiusura prolungata, divide Conte e Spadafora.

Lo stadio di San Siro vuoto prima di Inter-Ludogorets [foto @Inter]

In geometria una linea spezzata è un insieme finito e totalmente ordinato di segmenti orientati, ordinatamente consecutivi e ordinatamente non adiacenti. Per fortuna la geometria non sarà mai il mio mestiere. Rispetto alle linee spezzate è meglio vedere come il premier Giuseppe Conte e il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora stanno gestendo la situazione degli stadi.

Il nuovo Dpcm proroga di altri 30 giorni, fino al 7 ottobre, le norme anti-Covid. La conferma degli impianti chiusi era abbastanza scontata, vista la prudenza sempre adottata dall’esecutivo Conte, ma sul punto Spadafora ha espresso qualche dubbio, confutando seppur in piccola parte la decisione del Comitato Tecnico Scientifico.

Epistolario Conte-Spadafora

“Come sai – scrive Spadafora al presidente della Federtennis Angelo Binaghi – la decisione del Comitato Tecnico Scientifico di sconsigliare la partecipazione a un numero limitato e controllato di spettatori ha destato le mie perplessità. Per questo motivo, nei giorni scorsi, ho scritto al Ministro della Salute, Roberto Speranza. Gli ho chiesto che il Comitato Tecnico Scientifico possa svolgere approfondimenti, anche attraverso l’audizione di rappresentanti del Dipartimento per lo Sport: credo infatti sia fondamentale poter garantire alle competizioni sportive almeno le stesse regole e procedure previste per gli eventi culturali”.

La lettera è rivolta al presidente della Federtennis Angelo Binaghi, come se non ci fosse stato un passaggio per il premier. Ovviamente la situazione del Nicola Pietrangeli è la stessa dell’Olimpico, del Meazza di Milano e tutti gli stadi calcistici, sui quali il premier Conte è stato irremovibile.

“Il governo non ha mai aperto alle discoteche, sono state le regioni. Per quanto mi riguarda, la presenza allo stadio così come a manifestazioni dove l’assembramento è inevitabile non è assolutamente opportuna”.

Il fulmine a ciel sereno della festa del ‘Fatto Quotidiano’. Sembra che la linea Maginot che teneva il governo si sia incrinata, almeno nel settore degli stadi. Presidente, ministro, a quando una chiacchierata?

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