L’effetto farfalla dell’Nba. Il razzismo in un battito d’ali

Da Milwaukee si scatena la farfalla contro il razzismo.

Spesso agli intervistati chiediamo qual è, secondo la loro opinione, uno sportivo o un evento sportivo che ha cambiato la storia dell’umanità. Il 2020, in tutte le sue disgrazie, ce l’ha regalato. Viene dall’Nba, dalla terra di Milwaukee. Un battito d’ali contro il razzismo.

Sono sette i colpi inflitti sulla schiena di Jacob Blake, caduto a terra in quel di Kenosha, nello Stato del Wisconsin, culla di Milwaukee. Ora basta. I Bucks puntano i piedi e decidono di non giocare gara 5 contro gli Orlando Magic. E assistiamo alla storia.

Si scatena un effetto farfalla senza precedenti. Il primo a tirare fuori dal cervello questa teoria fu il matematico e meteorologo Edward Lorenz nel 1972: “Predictability: does the flap of a butterfly’s wings in Brazil set off a tornado in Texas?”.

La risposta è sì. Un battito d’ali a Milwaukee può innescare un terremoto in tutto il mondo. Un sisma contro il razzismo, piaga da sgretolare. Basta un gesto per cambiare l’ordine delle cose, non solo dall’Nba. Lo sport viene fagocitato dalla presa di posizione di Milwaukee.

La WNBA non resta inerte, così come accaduto dopo l’uccisione di George Floyd. Le giocatrici sono scese in campo con una maglietta simbolica. Dietro i loro nomi c’erano sette colpi di pistola, gli stessi subiti da Jacob Blake.

La Major League Soccer si è fermata del tutto. Nessuno è sceso in campo. Un chiaro segnale per dire che la violenza delle forze dell’ordine americane nei confronti dei neri ha travalicato ogni limite.

A proposito di Major League, nel Baseball non si sono giocate tre gare. In altre partite sono stati molti i giocatori neri a non scendere in campo. I piedi puntati. Nessuno sopporta più tutto questo.

Anche nel mondo del tennis la farfalla dell’Nba ha prodotto una piccola scossa. Naomi Osaka non è voluta scendere in campo nelle semifinali del torneo WTA di Cincinnati. Il timore era l’insensibilità, ma il mondo del tennis si è mostrato all’altezza. Annullate tutte le partite del torneo. Sempre sull’effetto farfalla sono arrivate le prese di posizione di ATP e WTA. Tutti i tornei sospesi per un giorno.

Intanto la farfalla dell’Nba continua a sbattere le sue ali. Los Angeles, solitamente divisa, si è unita tra Lakers e Clippers per chiedere l’immediata sospensione dei play off.

I proprietari dei Milwaukee Bucks hanno invece avallato la presa di posizione dei propri tesserati. “Non sapevamo cosa avrebbero fatto, ma avremmo comunque avallato la decisione”.

Qui c’è la risposta a due domande. Il battito d’ali di una farfalla può scatenare un terremoto ovunque, in questo caso in America. La farfalla si chiama Milwaukee. Le altre si adeguano. Abbiamo il momento storico del 2020.

La seconda risposta, giusto. Il razzismo ha scassato. Dobbiamo essere ben disposti a porre fine allo sport se questo dovesse continuare, per buona pace del benpensante che vuole sport e politica scissi in modo ineluttabile.

La politica e lo sport vanno a braccetto. L’Nba, che solitamente divide, oggi unisce. Unisce contro il razzismo, stringe le mani di chi vuole cambiare la storia. La farfalla di posa sulla schiena di Orlando, ma il suo battito d’ali ha sortito il suo effetto: un terremoto contro violenza e razzismo.

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