ESCLUSIVA – Birindelli: “CR7? Sarri non può fare certe dichiarazioni. Corsa Scudetto ancora aperta”

Alessandro Birindelli, ex difensore della Juventus, è stato ospite del decimo appuntamento con #SportLabLive, il format web di sport-lab.it.

Alessandro Birindelli, ex difensore della Juventus dal 1997 al 2008, è stato ospite del decimo appuntamento con #SportLabLive, il format web di sport-lab.it.

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Buonasera sig. Birindelli, benvenuto. La Juve, subissata di critiche anche legittime post Coppa Italia, si trova subito ad aver aumentato il suo vantaggio sulle rivali in campionato: cosa pensa dei bianconeri?

Le due partite di Coppa Italia sono servite da rodaggio, mi era sembrata una Juve senza idee e senz’anima e lo dico da chi sa cosa vuol dire vestire la maglia della Juventus. A Bologna è stata fatta una buonissima partita, anche chi non giocava da un po’ di tempo come Bernardeschi, che fatto molto bene in entrambe le fasi; bene anche De Sciglio, purtroppo troppo falcidiato dagli infortuni. Davanti stanno ritrovando brillantezza, mentre a centrocampo non vedo ancora un gioco così fluido; la difesa, invece, dà certezze: si muove bene e si accorcia correttamente.

Corsa Scudetto già compromessa?

La Juventus deve approfittare deve approfittare dei risultati non positivi delle rivali. La Lazio ha fatto 35 minuti di grande calcio a Bergamo, magari sottovalutando poi la possibile reazione devastante fisicamente e tecnicamente dell’Atalanta; l’Inter, invece, è arrivata a pochissimi passi da una vittoria. I bianconeri, dunque, non devono pensare che lo Scudetto sia già vinto: si deve fare il proprio cammino con grande concentrazione e convinzione.

Cosa ne pensa del presunto caso tra Sarri e Cristiano Ronaldo?

Diciamo che Sarri non aveva bisogno di parlare con Cristiano Ronaldo per capire che lui preferisce giocare da esterno invece che da punta centrale. D’altronde, il portoghese ha fatto le sue stagioni in quel ruolo e con campo davanti; in Coppa Italia, per esempio, CR7 non aveva sbocchi, mentre a Bologna poteva attaccare lo spazio in corsa riuscendo a esprimere le sue qualità.

I panni sporchi, comunque, si lavano in casa. Sarri deve star zitto e dire “Cristiano Ronaldo è un giocatore importante, ci ha fatto vincere tante partite e lo farà ancora”, ma con certe dichiarazioni si fa passare un messaggio sbagliato. Si può pensare che Sarri sia un debole, che non sia considerato all’interno dello spogliatoio, che – come hanno detto coloro che vanno contro la Juventus – la formazione la fa Cristiano ed è lui che decide. L’allenatore della Juventus non può fare certe dichiarazioni, ma per il suo bene: nella sua troppa schiettezza, a volte, Sarri si fa del male. Poi, come allenatore non si discute…

Chi ci guadagna, secondo lei, dallo scambio Arthur-Pjanic?

Lo potremo dire l’anno prossimo. Sicuramente la Juve aveva bisogno di far cassa e Arthur era un’opportunità. Sotto l’aspetto tecnico non credo che Sarri abbia chiesto la cessione di Pjanic, ma molto probabilmente ha avuto la meglio la possibilità sia economica che tecnica che si è presentata. Arthur è un giocatore a tutto campo, più dinamico: secondo me ci guadagnano entrambe a livello tecnico.

Secondo lei dove può arrivare la Juventus in Champions League?

La Juventus può arrivare fino in fondo, non ha niente da invidiare alle rivali. Io ho perso due finali di Champions League: in partita secca, anche se sei favorito, è veramente difficile vincere. Non credo, comunque, alle maledizioni…

Come giudica, sig. Birindelli, gli attuali terzini della Juventus?

La Juve ha uno dei terzini più forti al mondo: Cuadrado, perché interpreta il ruolo in maniera moderna, dando sbocco all’uscita dal basso e media, migliorando anche in fase difensiva. Dall’altra parte Alex Sandro mi pare un giocatore a monopasso. La Juve non ha preso Alex Sandro per il 6 scolastico, l’ha preso per essere devastante, ma con 60 partite l’anno, sia fisicamente che mentalmente, non puoi esserlo e non ci sono neanche alternative all’altezza.

Con il rientro di Chiellini chi gli farà posto? Bonucci o De Ligt?

Toglierei De Ligt, perché in una partita secca l’importanza della comunicazione e la presenza di Chiellini contano tantissimo. Non è, dunque, una questione tecnica, ma Giorgio è uno che serve all’ambiente, al morale, a caricare o a svegliare la squadra. De Ligt, comunque, è cresciuto tantissimo: è difficile saltarlo, non subisce mai, se sbaglia lo fa nell’essere propositivo.

🔴 #SportLabLive 🔟 | LA CITAZIONE🗣 Alessandro #Birindelli, ex difensore della #Juventus e della #NazionaleItaliana

Posted by Sport-Lab.it on Thursday, June 25, 2020

Birindelli e la Serie A

14 goal segnati mercoledì: in Serie A attacchi devastanti o difese ballerine?

In Italia siamo andati dietro alla moda del metodo Barcellona e del vincente calcio spagnolo, tralasciando un po’ le nostre caratteristiche e la nostra cultura calcistica. Una volta era palla lunga e pedalare, meglio non prenderle per poi attaccare e ora, forse, si potrebbe fare un mix di entrambi gli eccessi.

Le fa strano vedere Conte all’Inter?

Si, mi fa strano. Conte è uno di quelli che hanno trasmesso, attraverso il modo di giocare e di allenarsi, il vero DNA della Juventus. Da allenatore a Torino ha fatto un capolavoro e, quindi, non lo vedevo con altre casacche. Da professionista ha accettato l’opportunità Inter, ma faccio un po’ di fatica a vederlo con i colori nerazzurri addosso.

E se l’Inter di Conte vincesse lo Scudetto…?

Ai miei ex compagni auguro tutto il bene possibile. Per lo Scudetto spero almeno che lo perda la Juventus e non che lo vinca Conte… (ride, ndr)

Cosa ne pensa, sig. Birindelli, delle potenzialità della Lazio?

La Lazio è una squadra completa che quest’anno ha acquisito la continuità non avuta negli anni scorsi. I giocatori di qualità sono maturati, lavorano tutti assieme con grande convinzione grazie sopratutto al lavoro di Inzaghi. Se non ci fosse stato il lockdown sarebbe stata una pretendente (e lo è anche ora) con ancor più convinzione al titolo…

Chi vede favorito per la promozione in Serie B?

Difficile dirlo, è un campionato strano, lungo e faticoso. Bisognerà vedere alla ripartenza come saranno messe le squadre. Io ho un debole per il mio amico Cosmi; non ha centrato una promozione per un nulla con il Trapani e ora gli auguro di fare grandi cose con il Perugia, mi farebbe piacere che il Grifo raggiungesse questo traguardo per Cosmi.

Birindelli, aneddoti dalla sua carriera

Chi è il miglior giocatore con cui hai giocato?

Sicuramente Zidane, fuoriclasse assoluto sia dentro che fuori dal campo. Un suo difetto? Forse troppo altruista, per il resto era mostruoso in ogni posizione del campo.

Chi è il miglior allenatore con cui ha giocato?

Marcello Lippi, mi ha lanciato lui nel calcio che conta e mi ha sempre dimostrato grande stima e affetto.

Qual è il suo più grande rimpianto da calciatore?

Per me la finale del 2003 persa con il Milan. Avevo fatto molto bene in Champions League quell’anno e il trofeo sarebbe stato la ciliegina sulla torta sia a livello personale che di squadra.

Quale sarà il suo futuro?

Non è facile trovare spazio. Vorrei trovare un progetto serio, dove poter mettere la mia esperienza, ciò che ho studiato e ciò che imparato. Non voglio essere il classico allenatore che viene preso e cacciato dopo tre giornate, ma bisogna essere coscienti del percorso che si deve fare e che esso comporta un tempo.

Qual è stato l’evento o il personaggio sportivo che in qualche modo hanno cambiato la storia degli uomini?

Alex Zanardi. Al di là dello sportivo che è stato ha dimostrato di avere una forza oltre lo sport. Gli auguro di ritornare più forte di prima, per tutto quello che ha fatto e che fa per le persone meno fortunate.

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