ESCLUSIVA | Padovan: “Scudetto? Juve-Milan nel femminile, Inter nel maschile. Professionismo non sia solo un’etichetta”

Giancarlo Padovan, giornalista, è stato ospite del 43esimo appuntamento con #SportLabLive.

Un'istantanea dell'intervista: a sinistra il conduttore Antonello Gioia, in basso Camilla Zampolini, capo-redattrice della sezione "calcio femminile" su sport-lab.it, a destra Giancarlo Padovan

Giancarlo Padovan, noto giornalista ed esperto di calcio maschile e di calcio femminile, è stato ospite del 43esimo appuntamento con #SportLabLive, format web di sport.lab.it.

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Salve sig. Padovan, benvenuto. Lei è stato tra i precursori del calcio femminile in Italia e, negli ultimi giorni, la disciplina è finalmente passata al professionismo.

Ho fatto parte anch’io di questo grande caravan serraglio che è il calcio femminile, entrando nella fase che definirei “del bronzo”: c’erano già realtà significative, ma mancavano le strutture e le caratteristiche tipiche di una disciplina professionistica. Il professionismo sta arrivando, ma non è ancora arrivato: non vorrei fosse solo un’etichetta, ma che dietro l’etichetta ci sia un contenuto. Spero che dal 2022 si possa cominciare a stipulare contratti professionistici veri e propri, i quali si uniranno assieme alle grandi società del maschile già entrare in gioco, ai numeri televisivi e a tutto quello che sta facendo crescere il calcio femminile.

Juventus-Milan scontro Scudetto. Come vede il match in sé e la lotta per lo Scudetto?

Si affrontano le due migliori squadre del campionato, non so se l’egemonia bianconera sia destinata a finire in questa stagione dopo tre anni. La sfida si giocherà tra la forza dell’attacco bianconero e la solidità della difesa rossonera; il Milan è a tre punti di distanza, ha poco da perdere, ha la mente più sgombra, mentre la Juve deve, in qualche maniera, confermarsi. Il calcio italiano, comunque, mostrerà oggi una buona vetrina ed ha sorpassato, in quanto ad importanza, la Primavera. Per quanto riguarda lo Scudetto – e ne parlo anche con i vari dirigenti – tutti vogliono vincere: sarà per la Juventus resistere in vetta nei prossimi anni, nonostante sia la squadra migliore.

Il Milan, comunque andrà a finire, ha fatto tanto in questa stagione, anche sul mercato.

Da Boquete mi aspettavo di più, Dowie bene, Hasegawa è un fenomeno e non era ancora arrivata quando c’è stata la partita d’andata… Il Milan sta facendo tanto, ma la Juventus per ora ha dimostrato di avere qualcosa in più anche fuori dal campo, viste le diverse “società satellite” che le permettono di far maturare le giocatrici più giovani. Guarderemo con grande curiosità il match di oggi e, ovviamente, i prossimi.

Capitolo Roma: si poteva fare di più?

Le giallorosse hanno avuto dei passaggi a vuoto, ma adesso si stanno riallineando. Hanno giocato una grande partita in semifinale di SuperCoppa contro la Juventus e la semifinale che si ripete in Coppa Italia può dimostrare che la sua crescita stia continuando e non finendo. La Roma avrebbe una squadra per contrastare la Juventus.

Oltre alla crescita generale è migliorato anche il tasso tecnico del calcio femminile in Italia?

La voglia di imporsi nel femminile, in generale, sta crescendo, anche perché ne sta crescendo la diffusione mediatica: oggi si parla di femminile ovunque, anche a Sanremo; non più un ruolo da gregario, ora il calcio femminile è protagonista. Oggi nel calcio femminile c’è una tecnica a bassa velocità; assomiglia ad un calcio maschile di una trentina di anni fa. Diciamo che è un calcio in cui si ha ancora il tempo di pensare: ci può essere pressing, ma non toglie mai la possibilità di costruire dal basso, di pensare, cosa un po’ più difficile nel calcio maschile. In Europa siamo ancora lontani: il livello aumenterà quando in Italia arriveranno più straniere, diventando modello per le nostre italiane. Ci vorranno ancora 5-6 anni, credo…

Come scrive nel suo libro, il calcio femminile ha dato un bell’impulso al cambiamento della società.

Tratto, nel libro scritto con Massimo Fini, anche del calcio femminile. È un calcio pulito, onesto, genuino, ma non per questo casereccio, che rivendica delle diversità che lo rendono migliore del calcio maschile. Sono convinto che non sia solo la mistica della donna che si impegna e che fa sacrifici, ma che a vincere sia la qualità e le capacità tecniche e atletiche che si mettono in campo; abbiamo scoperto che le donne sanno fare gruppo più degli uomini.

Padovan: nel calcio maschile…

L’Inter, con il suo “catenaccio riadattato”, ha già ipotecato lo Scudetto?

Sì, ben prima dell’ultima settimana: sarà impossibile avvicinare l’inter e sorpassarla. Lo dicevo già a settembre e sono contento di aver azzeccato il pronostico, non fosse altro per la forza dell’Inter, ma anche per le difficoltà della concorrenza. Attesa e ripartenze letali, con un Lukaku che squarcia le difese avversarie: ci ha messo un pochino, è il gioco giusto per vincere lo Scudetto, nonostante non sia il migliore espresso in Italia…

L’Inter convince, Pirlo…

Diciamo che non ci amiamo, lo reputo diversamente bravo. L’azzardo della Juve, secondo me, è stato eccessivo: non si mette un allenatore neo patentato alla guida della Juventus, ma anche di una qualunque squadra di Serie A; non si fa un’operazione del genere pensando di avere Guardiola in casa senza avere la sostanza del Guardiola. Poi Pirlo fa quello che sa e quello che può. Non è solo colpa sua del ritardo della Juve; anche la società ha colpe, così come i giocatori che devono vincere per 10 anni di fila… Anche in Champions la situazione non è semplice, penso che al massimo potrà arrivare in semifinale.

Qual è stato, secondo lei sig. Padovan, l’evento sportivo o il personaggio sportivo che hanno in qualche modo cambiato la storia dell’umanità?

Jessy Owen.

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