Adrian Newey, l’Einstein in Red Bull della Formula1 moderna

Adrian Newey, capo degli ingegneri della Red Bull, può essere considerato tra i più grandi geni della storia della Formula1.

Albert Einstein, con la formulazione della teoria della relatività generale, non ha “solo“ cambiato la storia dell’umanità, ma ne ha radicalmente trasformato la vita; egli, infatti, ha fornito la potente propulsione per tutte quelle scoperte scientifiche e tutti quegli sviluppi tecnologici di cui oggi noi godiamo.

Chi ha decisamente sfruttato al meglio, nel mondo dello sport, questa propulsione è chi lavora nel mondo della Formula1. Essa si configura come il tempio dell’accelerazione e il paradiso dei geni dell’ingegneria, tanto da regalare all’albo tantissimi numeri 1 in questo campo. A tal proposito, non c’è alcun dubbio nell’affermare che il top assoluto negli ultimi anni sia stato e sia Adrian Newey.

Il direttore tecnico del team Red Bull ha fatto scuola nel mondo delle quattro ruote, ambientandosi subito nello stravolgimento regolamentare avviato nel 2009. La sua creatura austriaca, guidata dalle mani talentuose di Sebastian Vettel e da quelle esperte di Mark Webber, impressionava per innovazione e unicità; nell’anno del dominio della BrawnGP, la Red Bull non montava il KERS, per sfruttare altre componenti aereodinamiche. I risultati furono importanti per la giovane casa automobilistica: secondo posto nel mondiale piloti con Vettel e secondo in quello costruttori e sei vittorie all’attivo.

Adrian Newey con Sebastian Vettel, attualmente pilota Ferrari: fu lui a esaltarne le qualità sin da giovanissimo.

Red Bull, 4 anni di dominio totale

Dal 2010 in poi, dunque, la Red Bull diventerà ultra competitiva e, sopratutto, vincente. Arriveranno subito titolo mondiale piloti con Vettel e costruttori, grazie ad una monoposto caratterizzata dal ritorno ad uno schema degli scarichi con i terminali posizionati in basso a livello del fondo della vettura ed una contestuale soffiatura dei gas combusti all’interno nel profilo estrattore attraverso una piccola soffiatura.

Nel 2011 la creatura di Newey sarà imbattibile: 15 pole position di fila nelle prime 15 gare e 18 in totale su 19 gare, 15 vittorie (12 con Vettel, record di sempre, e 3 con Webber) e titoli piloti con Vettel e costuttori. Nel 2012 la RB8 vince il titolo costruttori con 460 punti e il mondiale piloti con Sebastian Vettel, battendo il ferrarista Fernando Alonso per soli 3 punti nell’ultima gara a Interlagos. Nel 2013 la RB9 vince 13 GP, tutti da Sebastian Vettel, che si riconferma campione del mondo con 397 punti, mentre la Red Bull vince il Mondiale Costruttori con 596 punti. 

I numeri, da soli, potrebbero sintetizzare al meglio la genialità di Newey, assoluto innovatore della Formula1, capace di distinguersi in un mondo che vola sempre e in tutti i suoi aspetti alla velocità della luce.

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