Ferrari e McLaren, la lotta dei due Golia tra due Davidini

Lo scontro tra Ferrari e McLaren si accende anche in tempo di coronavirus. Due Golia che scontrano, ma tutti, almeno credo, vogliono vedere Davide. Meglio, i Davidini.

Foto Mattia Binotto: Motori Fanpage Foto Zak Brown: Profilo Facebook Zak Brown

Stare chiusi dentro casa non placa gli animi, acuisce le arrabbiature e accentua l’astio. Per non parlare di quando in mezzo ballano milioni di dollari. Nell’universo della Formula Uno l’alterco per eccellenza è quello tra Ferrari e McLaren, divampato negli ultimi anni tra le piste e definitivamente esploso nelle ultime ore.

Mattia Binotto la tocca piano, come si suol dire. Il team principal della scuderia di Maranello prende di mira l’universo della Formula Uno. Lo scontro è sui tagli al “Budget Cap”. La minaccia è di quelle pesanti: “Se si dovesse imporre un budget addirittura inferiore, non vorremmo essere messi nella condizione di dover considerare altre opzioni per liberare tutto il potenziale e il dna racing della Ferrari”. In poche parole, ritiro dalle corse.

Sull’attenti, Zak Brown. L’amministratore delegato della McLaren avrà strappato la pagina del Guardian, ne sono certo. Non appena lette le parole di Binotto il buon Zak ha sbottato contro il team principal: “Il messaggio di Binotto è contraddittorio, parla di difendere il dna della F1, che è fatto da costruttori, e apre alle macchine clienti, una cosa anni ’70″. Divertente pensare che Zak abbia espresso dispiacere per un’eventuale dipartita della Ferrari, quando forse in cuor suo sa che così la sua scuderia avrebbe la strada spianata.

Eppure, non tutto ruota sulle vittorie, mentre tutto ruota sui profitti. In questo momento storico come la Ferrari e la McLaren sembrano due Golia, non solo sportivi, ma anche – e soprattutto – economici. Due giganti temuti da tutti, pronti a duellare tra urla e volontà di potenza.

In questo duello tra giganti la carretta, almeno per il momento, la portano avanti i Davide. Due Davidini, se così si può dire. Da un lato Charles Leclerc, rampollo monegasco di indubbie prospettive. Dall’altro Lewis Hamilton, campione di bell’aspetto ma di discutibile eleganza.

Qualcuno domi il cavallino e getti acqua sul fuoco della McLaren, che tutti, almeno credo, tifiamo per Davide. Anzi, per i Davidini.

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