Hamilton: “Mi dicevano che i neri non vincono. Futuro? Non mi fermo qui”

Le dichiarazioni del pilota della Mercedes a La Gazzetta dello Sport.

Lewis Hamilton, 7 volte Campione del Mondo in Formula 1 [foto @f1]

Da Muhammad Alì a Serena Williams, passando per Nelson Mandela e Usain Bolt. Senza dimenticarsi, nella maniera più assoluta, di Lewis Hamilton. I ‘neri’ vincono, tanto, tantissimo. Hanno fatto, fanno e faranno la storia.

I neri non vincono, mi dicevano così. Ora cerco di essere un esempio per i ragazzi come me“. A parlare, con la voce rotta dall’emozione, è Lewis Hamilton, intervistato da La Gazzetta dello Sport. Domenica scorsa il pilota britannico ha vinto il settimo Mondiale di Formula 1, raggiungendo Schumacher, dopo averlo superato per pole e GP vinti, anche per numero di titoli iridati personali.

Risultati e record che lo conducono di diritto nell’Olimpo dei campioni dello sport, casa dei migliori di sempre. Hamilton, d’altronde, è un campione assoluto e non lo si può – antipatie da tifo a parte – negare in alcun modo. Lo è perché lo ha dimostrato con i suoi successi, straordinari per costanza e vigore; la sua Mercedes è un bolide nettamente superiore alle monoposto rivali – chiaro – ma, con lo sterzo in mano al 44, vola. Diviene imbattibile.

Le Mercedes vincono, Hamilton resta

Per ora, dunque, non vedremo Hamilton in un’altra scuderia o – come paventato qualche settimana fa – in un’altra veste: “Il mio futuro in Formula 1? Non mi fermo qui. Nel 2013 venivo dalla McLaren guidata da Ron Dennis che era un grande visionario, aveva fatto costruire una fabbrica hi-tech, super spettacolare. La sede Mercedes era più spartana e la cosa mi è piaciuta perché ho pensato: questi spendono i soli per le corse e non per l’apparenza. Ferrari? Abbiamo parlato in qualche occasione, ma non siamo andati oltre il capire che opzioni ci fossero sul tavolo, e non erano quelle giuste. Le nostre posizioni non si sono mai allineate, credo che il tempismo conti e le cose alla fine succedano per un motivo: nelle ultime stagioni il mio contratto scadeva sempre in anni diversi da quello di tutti gli altri piloti. Alla fine è andata così“.

È andata che Hamilton ha vinto di nuovo. È andata che un uomo di colore ha vinto di nuovo.

Se non riusciamo a recuperare la passione condivisa per una comunità di appartenenza e di solidarietà, alla quale destinare tempo, impegno e beni, l’illusione globale che ci inganna crollerà rovinosamente e lascerà molti in preda alla nausea e al vuoto.

Papa Francesco

Nell’Enciclica Fratelli Tutti”, pubblicata il 5 ottobre 2020, Papa Francesco ha posto l’attenzione – tra i tanti temi trattati – su una questione molto cara ad Hamilton. Il nativo di Stivenage si è sempre schierato apertamente a favore della solidarietà e del rispetto comune, cercando, nel suo essere campione, di risvegliare l’umanità assopita dall’oscuro virus del razzismo. Hamilton – come ha consigliato il Santo Padre – ha destinato tempo, impegno e beni per questo scopo, con le sue vittorie e la sua influenza mediatica.

Il britannico è un campione trasversale, capace di muovere folle e dirigenti, capace, come Muhammad Alì e Serena Williams, Nelson Mandela e Usain Bolt – solo per citarne alcuni – di cambiare la storia.

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