Hamilton, vincere (ancora) per una causa più grande

L’intervista di Lewis Hamilton al settimanale della Gazzetta dello Sport

Lewis Hamilton con la maglietta del movimento Black Lives Matter prima di una gara [foto @LewisHamilton]

Il 36enne britannico, in attesa del rinnovo per il 2021, si è raccontato in una lunga intervista a Sportweek

Il re assoluto della F1 è lui: Lewis Hamilton. Negli anni ha sbriciolato record su record e si è guadagnato la stima di tutti, dagli appassionati dei motori ai suoi più agguerriti rivali (Alonso e Vettel in primis). Sul campione in pista non c’è nulla da dire: è il più forte in attività e forse il più forte di sempre. Ma Lewis è anche altro. Non vive solo per le corse. È il primo pilota nero della F1 e questo lo carica di responsabilità. Ha incassato provocazioni e offese per il colore della pelle fin da quando era un bambino che correva sui kart e ha dovuto lottare più degli altri per arrivare dove è oggi. Conosce il mondo che lo circonda ed è attento alle diseguaglianze e alle ingiustizie che lo abitano.

“I campioni non si costruiscono nelle palestre. Si costruiscono dall’interno, da qualcosa che hanno nel profondo: un desiderio, un sogno, una visione.”

Muhammad Ali

Ha sentito di doverle combattere e ha deciso di usare la sua popolarità per farlo. E così da anni è un “campione attivista“: ha abbracciato la causa del movimento “Black Lives Matter” e si batte per uno sviluppo sostenibile e per la salvaguardia degli animali. Ma ha capito anche qualcosa in più: la portata e l’efficacia dei suoi messaggi sono direttamente proporzionali alle sue imprese sportive. E questa convinzione, come lui stesso ha dichiarato, gli ha dato uno stimolo in più per vincere anno dopo anno.

Vincere per una causa più grande

Intervistato a Sportweek ha parlato molto del suo impegno nella lotta al razzismo e delle conseguenze che questa ha avuto sulla sua stagione. In particolare l’uccisione di George Floyd negli Usa, del 25 maggio scorso, gli ha dato ancora più voglia ed energia per vincere e per gridare al mondo che esiste ancora un problema razzismo.

“Ho dato tutto me stesso per vincerlo (il mondiale 2020, ndr) e mi sono impegnato al massimo per ottenere giustizia contro le discriminazioni sociali. Porre l’attenzione su questi temi […] mi ha dato più forza, un extra boost quando correvo in pista. Non si trattava solo di vincere per ottenere l’ennesimo trionfo, ma di farlo per un proposito più grande. […] è stato il carburante per guidare ancora più forte, ha messo un razzo alle mie prestazioni”.[…] Le emozioni che ho provato per l’uccisione di Floyd hanno messo un razzo alle mie prestazioni”

Ma Lewis non si limita a condannare il razzismo a parole. Prende spesso l’iniziativa e si fa parte attiva di progetti concreti. In questo quadro ha lanciato non molti mesi fa un programma per avvicinare i giovani di colore all’ingegneria e al mondo del motorsport (ancora oggi appannaggio dei bianchi): laHamilton Commission. Il campione britannico spera di “avere risultati reali e tangibili nel cambiare il sistema scolastico dalla base, aprendo le porte alle minoranze. […] Vorrei che si creassero uguali opportunità, anche per le persone di colore, di completare il percorso di studi fino all’università e di trovare un lavoro, magari in F1».

Gli idoli Muhammad Ali, Nelson Mandela e Ayrton Senna

Non è un mistero che i grandi idoli di Lewis siano Alì, Mandela e Senna e nell’intervista rilasciata a Luigi Perna il campione britannico ha voluto parlare anche di loro.

“Ho notato moltissime somiglianze fra noi (con Muhammad Alì, ndr) nell’approccio alla competizione, nell’allenamento e anche nel modo in cui aveva compreso la società attorno a sé, ai suoi tempi. Invece Mandela l’ho conosciuto quando aveva già 92 anni. Mi disse: <<Sto ancora imparando. Ogni giorno è un giorno di scuola>>.

Alla domanda sul perché gli piacesse tanto il pilota brasiliano il sette volte campione del mondo ha risposto: “per come fronteggiava da solo un sistema che non era sempre benevolo verso di lui, qualcosa che ho sperimentato anch’io nella mia carriera, seppure per ragioni diverse”.

Tre grandi uomini che hanno lottato contro le ingiustizie dei loro tempi senza mai fermarsi, come spera di fare anche Lewis.

La crescita personale e l’attenzione per l’ambiente

Lewis si rende conto di essere cambiato molto dal suo esordio in F1 nel 2007. Sia come sportivo ma soprattutto come uomo. Oltre alle battaglie sociali e civili per i diritti umani ora è diventato vegano per rispetto degli animali e attento ai temi ambientali.

«Sono cresciuto come uomo […], con gli anni ho preso consapevolezza delle mie responsabilità e di quale impatto posso avere sulla vita degli altri. Quando sono arrivato in F1 ero un ragazzino, […] mi importava solo correre, correre e correre. […] Sapevo che esistevano determinate problematiche, però non ero ancora cosciente di quale fosse il mio ruolo e di che cosa potessi fare per contribuire a migliorare il pianeta”.

Mi sono sempre stati a cuore gli animali, ma non avevo mai riflettuto su quello che c’era dietro. […] Quando l’ho capito, ho smesso di mangiare carne. E mi sento benissimo. Ho vinto tanti mondiali con la dieta vegana senza andare più piano. È la prova che si può fare. Allo stesso modo, non avevo mai pensato al sovrasfruttamento della pesca negli oceani. Non ero a conoscenza di dove finisse tutta la plastica che utilizziamo e dei danni folli che arrechiamo all’ecosistema ogni giorno. Diventando adulto […] mi pongo il problema dell’impatto che ho sul pianeta e di come ridurlo, provando a incoraggiare altre persone a fare lo stesso”

La nuova stagione 2021

Il pilota britannico ha parlato naturalmente anche della stagione appena conclusa e delle aspettative per il prossimo anno. È un campione e come tale non si ferma mai e mira sempre a superarsi.

Il talento è quello che ci dà madre natura, ma le qualità tecniche possono sempre essere incrementate. […] Non penso agli altri né a come batterli. Mi concentro solo su me stesso. Conosco il mio valore di pilota e penso che, se riuscirò ad essere migliore del Lewis dell’anno prima, allora basterà per vincere“.

Lewis è ancora in attesa di firmare il rinnovo con la Mercedes per il 2021. I rumors dicono che sarebbe vicino l’accordo per un biennale fino al 2023. Staremo a vedere ma nel frattempo lui parla già degli obiettivi della prossima stagione e dei rivali della Red Bull, lasciando intendere che l’annuncio è solo questione di giorni.

“L’ottavo titolo è una cosa enorme, faccio fatica perfino a pronunciare il munero, però sarà […] l’obiettivo su cui focalizzerò i miei sforzi assieme all’incredibile gruppo di persone con cui ho lavorato finora. Ci aspetta una stagione durissima, ve lo assicuro, con la Red Bull che ha dimostrato di essere incredibilmente forte nelle ultime gare dello scorso campionato. Noi abbiamo continuato a usare la massima potenza dei nostri motori, ma loro erano comunque più veloci. Dovremo lavorare parecchio“.

Insomma tutto sembra pronto per l’inizio di una nuova stagione con Lewis confermato in Mercedes. E se sarà così questo potrebbe essere l’anno della sua consacrazione definitiva come pilota di F1 più vincente della storia. Nella speranza di rivederlo a bordo della vettura tedesca la certezza è una sola: non smetterà di prestare la sua immagine e la sua voce al servizio di cause che trascendono lo sport.

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