Mollare è qualcosa che un pilota non fa: la Formula1 non si fermerà

Il responsabile medico della FIA ha precisato che il Mondiale di Formula1 continuerà anche con eventuali positivi al coronavirus.

Coraggio, determinazione, talento, follia. In un pilota di Formula1, abituato a lanciarsi tra cordoli e chicane a 300 km/h, ci devono per forza di cose essere queste caratteristiche. Niki Lauda, storico timoniere austriaco di Ferrari e McLaren, le sintetizzava in una sola frase: “Mollare è qualcosa che un Lauda non fa”.

Ai tempi del coronavirus tale aforisma può – a mio parere – essere applicato all’intero circus: mollare è qualcosa che un pilota di Formula1 non fa.

Ed è così che i piloti, dopo il rinvio delle prime gare del Mondiale previste in primavera, si dicono pronti a ripartire, quasi come a voler sorpassare in scia il tremendo Covid-19 che ha fatto da tappo alle speranze mondiali di atleti e appassionati.

https://www.instagram.com/p/B_UT0vdpt-x/

A dar loro velocità in uscita da questa emergenza ci ha pensato nelle scorse ore Gerard Saillant, dottore alla guida della commissione medica della Fia: “Se ci sarà un nuovo contagio, il Mondiale non deve fermarsi: sarebbe come dire che chiudiamo la metropolitana perché è stato trovato un passeggero positivo. La situazione è cambiata rispetto a marzo in Australia – ha aggiunto Saillant, riferendosi al primo GP della stagione annullato -. Abbiamo un dispositivo di test rapido per la conferma della diagnosi, siamo in grado di isolare e testare le persone che sono state in contatto con un caso positivo”.

Formula1 al via a luglio?

L’ipotesi più accreditata è che i semafori si possano accendere – finalmente – il 5 luglio in Austria, per poi completare le gare in Europa e in Asia: Inizialmente, sarebbe necessario rimanere in uno spazio geografico locale. La Germania o l’Ungheria, ad esempio, hanno confini con l’Austria e hanno condizioni simili. Se un circuito è in campagna, le cose sono diverse rispetto a uno in città” – ha sottolineato Saillant -. Singapore o Vietnam avrebbero un’organizzazione medica completamente diversa. Già oggi il governo di Singapore potrebbe costringere l’intero paddock a una quarantena di due settimane prima di accedere alla pista”.

Insomma, la Formula1 non ha nessuna intenzione di mollare. I piloti, in fondo, sono fatti così.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Wordpress Social Share Plugin powered by Ultimatelysocial