Hamilton risponde ad Ecclestone: “Commenti da ignorante, la F1 ha problemi per colpa sua”

Durissima risposta di Lewis Hamilton a Bernie Ecclestone dopo le dichiarazioni di ieri dell’ex capo della Formula1

Ecclestone contro Hamilton. Ora Hamilton contro Ecclestone. Nessun duello in pista, ovviamente, tra i due, ma fuori dai paddock a suon di dichiarazioni scottanti.

Nella giornata di ieri hanno fatto molto discutere le parole sul tema razzismo di Bernie Ecclestone, ex grande capo della Formula1: “Lewis è una persona speciale. È un pilota di grandissimo talento, ma è anche molto bravo a esporsi e fare discorsi nella campagna che sta facendo a favore delle persone di colore. È una cosa meravigliosa. Un grande lavoro, le persone lo ascoltano”. Le sue iniziative per l’uguaglianza, però, secondo Ecclestone “faranno pensare le persone, ma potrebbero anche far loro dire: Ma che diavolo! In molti casi i neri sono più razzisti dei bianchi”.

Non è tardata, di conseguenza, la risposta del campione della Mercedes: “Dannazione, non so nemmeno da che parte cominciare”. Poi, dopo aver preso atto delle dichiarazioni di Ecclestone, Lewis ha scritto con lucidità: “Bernie è ormai fuori dal nostro sport. E’ parte di una generazione diversa. Ma quel che dice è esattamente l’essenza di ciò che noi riteniamo sbagliato: i suoi commenti da ignorante ci mostrano quanto dobbiamo ancora fare, come società, perché la vera uguaglianza possa concretizzarsi”.

Hamilton contro Ecclestone: l’aneddoto di Lewis

Secondo Hamilton, inoltre, le dichiarazioni di Ecclestone testimoniamo ciò che la Formula1 è stata, trovando in essa la causa di alcuni tra gli attuali problemi del circus: “Adesso i conti tornano, ha perfettamente senso che nulla sia stato detto o fatto per rendere il nostro sport più vario e aperto alla diversità. E che niente sia stato fatto per affrontare gli abusi razziali che ho ricevuto durante la mia carriera. Se l’uomo che ha gestito lo sport per decenni ha una tale mancanza di comprensione sulle questioni profondamente radicate che noi neri affrontiamo ogni giorno, come possiamo aspettarci che quelle stesse questioni siamo comprese dalle persone che lavorano sotto di lui? Tutto ha sempre origine dall’alto”.

Quel “niente sia stato fatto per affrontare gli abusi razziali che ho ricevuto durante la mia carriera” si riferisce ad un episodio raccontato dallo stesso Hamilton: “Durante il mandato di Ecclestone, alcuni spettatori ai test pre-stagionali a Barcellona si sono dipinti la faccia di nero e indossavano magliette con la scritta “Famiglia di Hamilton”.

Come riporta La Gazzetta dello Sport, negli Stati Uniti e in Inghilterra il blackface, anche per tutto un retaggio legato al teatro (per gli stereotipi caricaturali e offensivi che attori bianchi mettevano in scena dipingendosi la faccia di nero quando interpretavano personaggi di colore), è ritenuto un’offesa imperdonabile. Cosa che nei paesi non anglosassoni non sempre è debitamente compresa. Ecclestone ha detto di non aver mai parlato a Hamilton di quell’episodio e di “non aver mai avuto bisogno di farlo”. Hamilton ora mette online la foto di quei giovani uomini dipinti di nero e scrive: “Me lo ricordo come se fosse ieri. Il danno che fanno cose come questa è inaccettabile”.

A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio.

Affermava così il noto scrittore Oscar Wilde. E non si sbagliava, sopratutto con uno come Ecclestone, non nuovo a uscite del genere.

Per fortuna, cari lettori, che abbiamo anche campioni come Hamilton, il quale conclude la sua intervista con una promessa che ci fa sperare: “Adesso è venuto il momento di cambiare. Non smetterò di darmi da fare per creare un futuro inclusivo per il nostro sport, con pari opportunità per tutti. Per offrire chance alle minoranze. Continuerò ad usare la mia voce per rappresentare quelli che la voce non ce l’hanno, per parlare in nome di chi è sottorappresentato. Per dare a tutti una opportunità nel nostro sport”.

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