Morbidelli e Bagnaia: le moto d’Italia sul tetto del mondo

L'abbraccio tra Pecco Bagnaia e Franco Morbidelli [foto @MotoGP]

Il giorno dopo è sempre più bello, come il ricordo del primo bacio, il silenzio dopo il temporale, il sugo di nonna riscaldato. Vedere Morbidelli e Bagnaia occupare gli scalini più alti del podio di Misano è un tripudio per il nostro Paese, per la MotoGP e per il sistema sportivo nazionale.

Alla fine sono stati fiumi di champagne, ma non per brindare a un incontro, come canterebbe Peppino di Capri, bensì per celebrare due fulgidi talenti, pronti a glorificare il nostro Paese in sella alla loro moto. Lo champagne finisce nelle mani di Franco Morbidelli, che giganteggia in quel di San Marino, stappando la pregiata bottiglia.

Eppure non c’è solo la gioia di Morbidelli a incendiare il post gara di Misano. Francesco Bagnaia arriva secondo dopo la frattura alla tibia, regalando al pubblico nostrano una gioia immensa. Poi, per colpa della ‘Tuke’ beffarda, Joan Mir strappa con la sua Suzuki il podio a Valentino Rossi.

“Il Dottore” perde il bronzo all’ultimo giro, dopo aver sfiorato per lungo tempo quel terzo posto che sarebbe significato podio italiano. Quel che non è successo in MotoGP è però accaduto in Moto2. Luca Marini trionfa su Marco Bezzecchi dopo un testa a testa epocale, fatto di sorpassi e controsorpassi, ricordando le scene del film di Dino Risi.

Dietro di loro si piazza Enea Bastianini. Se la tassonomia e la matematica non mi ingannano si tratta di tre italiani al primo, al secondo e al terzo posto. Certo, senza Jorge Martin e Remy Gardner è stata un’altra gara, ma il podio Marini-Bezzecchi-Bastianini è destinato a rimanere incastonato nella storia della categoria.

Nel cielo di Misano si destano le moto d’Italia. Oro, argento, oro, argento e bronzo. Questo il bilancio di San Marino. Ora, in sella a una moto, c’è un motivo per sorridere ancora.

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