Petronas Yamaha per la svolta: Rossi e Morbidelli sperano nell’Europa

Bilancio negativo per il Petronas Yamaha SRT dopo le prime 2 gare: difficoltà evidenti per Rossi e Morbidelli

Franco Morbidelli e Valentino Rossi impegnati in Qatar [foto @sepangracing]

Il team satellite della Yamaha non si porterà a casa un buon ricordo del Qatar. Passati i primi due GP mediorientali il bottino è disastroso: solo 8 punti totali da dividere tra la nuova coppia Rossi-Morbidelli. La delusione che si respira al box Petronas è ancora più evidente se raffrontata alle ritrovate serenità e competitività del team Yamaha Factory.

I primi due appuntamenti del motomondiale, infatti, sono stati vinti dai due piloti ufficiali (il primo con Vinales e il secondo con Quartararo) che si trovano secondi a pari merito in classifica generale 4 punti dietro un fantastico Johann Zarco con la sua Ducati Pramac. Una buona partenza quindi per il team di Iwata che ha già vinto più gare dell’anno scorso (una solo trionfo nel 2020 grazie al numero 12 spagnolo).

Incredibilmente diversa la situazione del Petronas Yamaha SRT che dopo un 2020 da incorniciare con il secondo posto sia in classifica generale che in classifica piloti (con Morbidelli che ha chiuso solo 13 punti dietro il campione Joan Mir) deve fare i conti con le difficoltà viste in Qatar. Il team Malese ha infatti raccolto più sabbia che punti in questo inizio disastroso di campionato.

Un capovolgimento di scenari che difficilmente ci si aspettava in questi termini e che francamente è difficile da spiegare.

I soliti problemi per Rossi

Non è partita alla grande la nuova avventura del 9 volte iridato Valentino Rossi. Il primo appuntamento del GP del Qatar sembrava promettere bene dopo che “The Doctor” era riuscito a conquistare la 4a posizione sulla griglia di partenza. I tifosi italiani si erano illusi di poter finalmente rivedere Valentino a lottare stabilmente con il gruppo di testa. La gara però ha dato un altro verdetto: solo 12esimo alla bandiera a scacchi. Un GP segnato dai soliti problemi, primo fra tutti quello al posteriore come ha confermato lo stesso Vale:

Con le soft soffro perché dietro inizio a scivolare, come se stressassi troppo la gomma. Ho molte vibrazioni, faccio fatica e devo sempre rallentare“.

Il secondo capitolo sulla pista di Losail non è andato certo meglio, anzi. Valentino ha sofferto molto in qualifica dovendosi accontentare addirittura del 21esimo posto in griglia. Una posizione che ha irrimediabilmente compromesso anche la gara del giorno dopo. Il ritmo del 46 giallo in realtà non è stato così diverso da quello del gruppo di testa ma la partenza in fondo e i soliti problemi con le gomme non gli hanno permesso di arrivare oltre il 16esimo posto.

“Mi aspettavo di più, mi aspettavo di arrivare nei primi dieci. Sono partito anche bene ma i primi giri non ero abbastanza veloce. Il passo della gara non era male. Facevo sul 1′ 55” basso per tutta la prima metà della gara, non è male. Il problema è che vanno tutti fortissimo, i piloti vanno forte, tutte le moto vanno forte e quindi quando parti così dietro è veramente difficile. […] Mi aspettavo di essere nel gruppetto dove era Franco e secondo me Franco si aspettava di essere nel gruppo davanti”.

Per quanto riguarda i problemi alla ruota posteriore evidenziati da Valentino purtroppo non sono una novità: se ne sente parlare già dai test di Barcellona del 2019 e da allora il campione di Tavullia se li è sempre portati dietro. Dovrà adattarsi e continuare a lavorare su questo aspetto.

Di certo c’è che dopo due gare il ritornello che recita di un Rossi ormai troppo vecchio e non più in grado di competere con un gruppo di giovani arrembanti e ambiziosi comincia già a riecheggiare. Ma le difficoltà non possono derivare tutte dall’età altrimenti non si spiegherebbero i problemi avuti anche dal compagno Morbidelli.

L’incredulità di Morbido

Forse ancora più deluso e incredulo di Rossi è il suo compagno Franco Morbidelli. L’italo-brasiliano infatti ha subito una battuta d’arresto non indifferente in gara. Dopo un bel finale di stagione, infatti, ha condotto anche dei buoni test dove ha fatto vedere di essere competitivo. Poi in gara tutta un’altra storia. Anche lui difficoltà con gli pneumatici e sul ritmo in gara.

Dentro un ring o fuori, non c’è niente di male a cadere. È sbagliato rimanere a terra.

Muhammad Ali

Dovrà essere bravo Franky a incassare il colpo e a rialzarsi subito per la prossima corsa, proprio come fa un pugile messo al tappeto già ai primi due round che deve riprendersi in fretta e dimenticare cosa è successo. È sembrato disorientato, dopo i colpi ricevuti nelle prime due gare (solo un 18esimo e un 12esimo posto) tanto da ammettere che lui e la squadra non hanno capito molto in questi giorni. E questa sembra la cosa più preoccupante.

“La situazione è stata difficile in queste due gare, abbiamo fatto molta fatica a capire cosa non andasse con la moto. Per qualche motivo non riuscivamo a guidare con lo stesso setting che ho usato nelle ultime cinque gare del 2020, non avevo lo stesso feeling dell’anno scorso e la mia velocità è stata molto altalenante durante i due weekend. Abbiamo provato di tutto, la scelta migliore, ultima, disperata, è stata di tornare a una configurazione uguale a quella dell’inizio del 2020 […] ma i problemi sono diventati gli stessi del 2020. Ho consumato di più la gomma e ho fatto molta fatica. Ma è stato il compromesso migliore, in nove giorni siamo riusciti a capirci poco” ha dichiarato Morbido al termine del GP di Doha.

Insomma si augura di ripartire da zero Franco con una moto che del resto è stata riportata al settaggio delle prime gare del 2020. Non un passo indietro per il team Petronas, piuttosto un anno indietro.

Inoltre il numero 21 del team Petronas ha anche un problema in più rispetto al suo compagno: è l’unico dei piloti Yamaha a guidare una M1 non aggiornata e questo lo costringe a lavorare da solo senza poter scambiare e confrontare i dati con l’altro lato del box come lui stesso ha dichiarato.

“La gara di Rossi? Non ho visto approfonditamente i suoi dati, non so che problemi abbia avuto di preciso. Noi dobbiamo affidarci solo ai nostri dati, avendo una moto diversa”.

Aspettando l’Europa

La situazione non è facile ma siamo appena all’inizio e il tempo e il modo di rimettersi in carreggiata ci sono. D’altronde bisogna anche considerare che ormai gli sviluppi della moto apportati dal team Factory seguiranno inevitabilmente le esigenze e le linee tracciate dai due piloti ufficiali. Una guida che differisce molto da quella di Morbido e soprattutto di Rossi.

Non resta che adeguarsi e lavorare a testa bassa dimenticando in fretta la brutta parentesi mediorientale.

Ora iniziano le gare in Europa, la prossima è in programma il 18 aprile a Portimao in Portogallo. Quella stessa pista dove solo lo scorso 22 novembre Morbido era riuscito a conquistare il gradino più basso del podio. Un bel ricordo e un buon auspicio per il team Petronas che ora ha in testa solo l’Europa.

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