Bruno Cattaneo, il presidente nella tempesta. “Confermo: un solo mandato”

Pietro Bruno Cattaneo termina il suo mandato come Presidente della FIPAV

(Foto Facebook Fipav)

Bruno Cattaneo è al termine del suo match quadriennale come Presidente della Federazione Italiana Pallavolo. Lo ha confermato pochi giorni fa alla Gazzetta in un’intervista esclusiva.

Termina così per l’avvocato milanese la lunga parentesi in Federazione iniziata nel 1994. Bruno Cattaneo aveva infatti cominciato in quell’anno come membro e presidente della Commissione tesseramento atleti per poi divenire consigliere e, nel 2012, vicepresidente.

Pietro Bruno Cattaneo, Presidente della FIPAV dal 2017 (Foto Facebook FIPAV)

Cattaneo, presidente nella tempesta

Il 26 febbraio 2017 era diventato presidente e aveva annunciato già allora che avrebbe fatto un solo mandato. Ma probabilmente non si aspettava di essere il timoniere della barca in una delle tempeste più difficili di sempre.

Il 2020 per la pallavolo è stato un anno nero, come lo è per tanti altri sport. Tutti avevano dei progetti o dei piani, ma come una falce, la crisi portata dalla pandemia di Coronavirus ha falciato numerose società sportive. Tutti i campionati sono stati interrotti per diversi mesi e le palestre chiuse.

Tra i rammarichi di questo anno resta forte il vuoto lasciato dalle Olimpiadi. “Mi dispiace solo per questo ultimo anno: non siamo riusciti a terminare alcuni progetti, abbiamo avuto un lungo stop e soprattutto ci è mancata l’Olimpiade di Tokyo”.

“Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia”

Albert Einstein

Guardandosi indietro

Ma non c’è solo il 2020. Dal 2017 Cattaneo ne ha viste delle belle. Alla sua organizzazione si devono 21 manifestazioni sportive organizzate in Italia. Tra queste il Mondiale maschile del 2018, le Universiadi e i due gironi di qualificazione olimpica a Bari e Catania nel 2018. Lo stesso 2020 ha visto comunque la realizzazione di due eventi, il Campionato di Beach a Caorle e l’Europeo U18, vinto dalla fantastica squadra di Fanizza.

Non solo eventi: 50 medaglie in quattro anni, di cui 18 d’oro; contratti con gli sponsor rinnovati per il prossimo anno, nonostante questa stagione difficile; collaborazione tra tutti i membri della Federazione.

C’è il Mondiale femminile concluso in seconda posizione. Ci sono Lupo e Nicolai che per un anno hanno riportato gli occhi di tutti alla pallavolo sulla sabbia. C’è la storica qualificazione del sitting volley, con un argento meritatissimo che ha proiettato la Nazionale femminile all’edizione di Tokyo. E come dimenticare il ritorno di Julio Velasco, dal 2019 direttore sportivo del settore giovanile della Federazione.

Sfide aperte

Il successore, che all’unanimità sarà il vicepresidente dell’era Cattaneo, Giuseppe Manfredi, erediterà una situazione certamente non rosea e dovrà rimboccarsi le maniche per scogliere i nodi che quest’anno sono venuti al pettine.

Il punto più critico è senza dubbio la gestione delle palestre in collaborazione tra scuole e società. Nei mesi precedenti Cattaneo ha più volte portato all’attenzione del Ministero dell’istruzione le difficoltà nella concessione degli spazi scolastici alle società sportive a causa della diversa ripartizione degli orari di lezione.

In una lettera scritta direttamente alla Ministra Azzolina, aveva cercato di rendere l’idea della vastità del movimento in Italia e delle difficoltà che portavano le mancate concessioni delle scuole alle società sportive.

“Le nostre 4800 società svolgono la loro pratica sportiva in diverse migliaia di palestre delle scuole coinvolgendo circa 255 mila atleti tesserati in una fascia d’età che va dai 6 ai 19 anni”

Queste società pagano il canone d’affitto e sono anche fonte di miglioramento della struttura stessa. Il legame tra sport e didattica deve restare inequivocabile, deve restare un pilastro dell’educazione sociale di tutte le future generazioni.

Queste e altre saranno le battaglie del futuro direttore della Federazione. Ma per questi quattro anni possiamo solo dire: “Grazie Presidente!”.

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