Il fuoco del tennis italiano arde con Sinner e Musetti

Gli occhi del futuro sono tutti su due talenti italiani.

Foto dal profilo Instagram di Lorenzo Musetti (@lore_musetti)

Nell’edizione degli Internazionali di Roma 2020, caratterizzata dalla mancanza di pubblico e qualche black out, a scaldare il cuore dei tifosi italiani e illuminare il foro italico ci hanno pensato due giovani tennisti italiani: Jannik Sinner e Lorenzo Musetti.

Sono loro due, infatti, ad aver catalizzato l’attenzione degli addetti ai lavori, e pazienza se alla fine entrambi sono stati eliminati agli ottavi di finale. Quello che premeva era capire di che pasta erano fatti, se reggevano la pressione di un Masters 1000 e come affrontavano avversari più forti ed affermati di loro.

I due tennisti italiani, classe 2001 Sinner e 2002 Musetti, hanno superato a pieni voti le prove affrontate al Foro Italico. Il primo si è arreso soltanto al terzo set al bulgaro Grigor Dimitrov. L’ha fatto dopo aver giocato probabilmente il peggior match della settimana. Questo dimostra il fatto che se avesse limitato gli errori non forzati avrebbe portato a casa il match.

Il secondo, dopo aver battuto nei primi due turni tennisti del calibro di Stan Wawrinka (3 slam in carriera) e Kei Nishikori (finalista Us Open 2014), ha dovuto alzare bandiera bianca contro il tedesco Dominik Koepfer, un po’ per stanchezza, un po’ per un problema al braccio.

Il bicchiere di Sinner e Musetti è mezzo pieno

Il bicchiere non può che essere mezzo pieno. Adesso serve tanta pazienza e lucidità per continuare un percorso che è iniziato, per entrambi, nel miglior modo possibile. Ci saranno partite dure, che perderanno, anche da favoriti, e altre che porteranno a casa contro pronostico. Quindi inutile al momento osannarli per ogni vittoria e distruggerli dopo ogni sconfitta. L’altalena di risultati per un giovane che si affaccia nell’elite del tennis è condizione necessaria per permettergli di acquisire quell’esperienza che alla lunga farà la differenza nei match decisivi.

Fondamentale è non fare l’errore di mettere a paragone Sinner e Musetti con quei tre mostri del tennis che da anni dominano il circuito. Federer, Nadal e Djokovic giocano un altro sport, da sempre. Bisogna lasciare che i due giovani talenti prendano consapevolezza dei propri mezzi e conoscano i propri limiti. In fin dei conti, neanche loro al momento sanno fin dove possono spingersi, quanto possono migliorare.

Lo scopriranno col tempo, giocando ogni partita al meglio delle loro possibilità. Saranno gli anni delle prime volte, cercando di scrivere la storia del tennis italiano. Se poi sarà vera gloria, lasceremo “ai posteri l’ardua sentenza”, come ci insegna Alessandro Manzoni nella poesia dedicata Napoleone Bonaparte, uno che la storia l’ha fatta davvero.

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