US Open, Thiem vince la finale del Diavolo

L’austriaco rimonta due set e batte Zverev per 2-6 4-6 6-3 6-4 7-6 aggiudicandosi l’Open USA.

Dominic Thiem, 27enne tennista austriaco [foto @usopen]

Qualcuno dice che il tennis sia lo sport del Diavolo, di Satana, di quel personaggio che ti fa firmare un contratto promettendoti risultati vantaggiosi senza poi darti nulla in cambio. La finale degli US Open tra Dominic Thiem, campione, e Alexander Zverev, vinto, è stata come il Diavolo. Bella e dannata.

Una finale degli US Open non si era mai conclusa in questo modo. Al quinto set, al tie-break, all’ultima palla. Due set rimontati (è la prima volta che accade in finale dal 1949), trionfo al tie break conclusivo (prima volta che accade nella storia del torneo) al terzo match point utile. Per non parlare della rimonta pitonesca di quello che ora è l’attuale campione in carica.

Thiem vince, ecco come

Perché la finale si può riassumere così: Zverev gioca la sua miglior partita da quando è cominciato il torneo. Thiem, invece, desta qualche interrogativo per i primi game: “Ma è lui?”, chiedono i sostenitori fuori dallo stadio, viste le porte chiuse. Ovviamente no, si è tenuto il meglio per dopo.

Non solo Thiem, ma anche il Diavolo, padre del tennis, ha scelto di scendere in campo dopo i pop corn. D’altronde, come canta Fabrizio De André nel suo “Creuza de ma”, “u Diàu l’é in çë e u s’è gh’è faetu u nìu”. In poche parole, “Il Diavolo è in cielo e si è fatto un nido”. Si è appostato dopo il 6-2; 6-4 di Zverev e ha cominciato a tessere la sua tela.

A quel punto Thiem ha alzato gli occhi al cielo, ma non in segno di disperazione. Ha trasformato la sua partita più brutta nella rimonta più bella della sua carriera, fino a questo momento. Chissà cosa gli avrà promesso il Diavolo. Fatto sta che, a qualche ora di distanza, abbiamo una cronaca sportiva da raccontare: 4-6; 3-6; 6-7. Tie-break, 6-8. Dominic Thiem vince il suo primo titolo del Grande Slam in quel di New York, sotto lo sguardo della Grande Mela.

Ora il Diavolo dovrà prendersi la sua parte da Thiem. Non so quanto faccia piacere a Zverev, ma questo sport è così. Diabolico, dalla trama intricata e imprevedibile, così come la partita dell’austriaco. Una finale brutta ma bella, diabolica. Il Diavolo ridacchia e torna negli abissi della Terra.

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